Punti di Interesse

 

Se vi trovate a Serravalle, non potete fare a meno di visitare uno dei principali siti archeologici del Piemonte e del Nord Italia: gli scavi dell’antica città romana di Libarna, nata nel II secolo a.C. lungo la via Postumia, la strada che collegava Genova e Aquileia. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce tracce di civiltà risalenti all’età del ferro (VI -V secolo a.C) sulle pendici della collina attorno alla quale si sviluppò in epoca medievale il borgo di Serravalle con il suo Castello. In seguito, con la romanizzazione (II secolo d.C), la strategica e comoda pianura venne via via urbanizzata diventando sede dell’antica città. Di Libarna sono oggi visibili i resti di alcune vie del reticolato stradale che risultano ben conservate con i loro lastricati, del Teatro, dell’Anfiteatro e di alcuni Isolati, nonché preziosi reperti conservati nell’area museale del Municipio di Serravalle. Per approfondire visita il sito www.scoprilibarna.it e prenota una visita!

Passeggiando per il centro storico, stretto tra il colle e il corso del torrente Scrivia, potete osservare l’imponente sagoma del Colle degli Arimanni che sovrasta il nucleo originario dell’abitato e rivela i ruderi dell’antico Castello di epoca Carolingia, fatto distruggere da Napoleone Bonaparte, di cui quel poco che resta è oggi in parte visibile ma non  visitabile ne accessibile.

Sempre nel cuore del paese potete ammirare le antiche Chiese: la Collegiata dei Santi Martino e Stefano, di forma tardo rinascimentale, con apporti barocchi della quale le origini sono attestate per la prima volta in un documento del 1228, nella quale è conservato l’antico “grandorgano” Serassi; l’Oratorio dei Bianchi, databile tra il XIII e il XIV secolo, che vanta la più antica confraternita serravallese e conserva al suo interno una serie di opere d’arte interessanti, come il gruppo ligneo della Deposizione  (un complesso scultoreo di 8 figure lignee), il Crocefisso del 1897 (opera dell’intagliatore serravallese Giuseppe Bottino), la Statua lignea dell’Assunta (ospitata dall’Oratorio dal 1826 e attribuita allo scultore Bartolomeo Carrea); l’Oratorio dei Rossi, che costituisce un singolare esempio di “barocchetto genovese” e ospita interessanti manufatti di artigianato sacro, il gruppo ligneo policromo della Trinità (attribuito agli artigiani Luigi e Francesco Montecucco) e la Sacra Famiglia con San Giovannino (un dipinto di scuola genovese attribuibile al pittore Valerio Castello oppure ai suoi allievi).

Di grande pregio architettonico, visitabile nel centro cittadino, è l’ottocentesca Villa Caffarena, situata nell’omonimo Parco Comunale, storica dimora signorile, oggi sede della Biblioteca civica “Roberto Allegri”, nella quale è ospitata una collezione di Arte Moderna costituita dalle donazioni degli artisti che nel corso degli anni hanno esposto le loro opere nei suoi locali, ed è in grado di offrire una campionatura eterogenea dell’arte del secondo ‘900.